6/16/2017

film parla con lei




Continua questo periodo estivo in cui "recensisco" i film che per me hanno un particolare significato.
Questo blog non diventerà un portale sul cinema, ho deciso di cambiare, invece di dedicarmi all' analisi di libri passiamo alla pellicola, per poi passare a Settembre innoltrato ad un post sul BDSM.

Ho un ricordo particolare collegato alla sua visione la prima volta, rimasi così colpito che chiacchierando con il mio allora barista di fiducia dissi pieno di convinzione:è un film bellissimo, veramente ben fatto.

Ero seduto sul tavolino, con una bibita, non ricordo di che tipo o colore, forse una spremuta, quando di lì a poco senti una signora in piedi di fronte alla cassa palesarsi alzando la voce: ma come un bel film! Parla di uno stupro!

La mia risposta è stata alquanto veloce: mi è piaciuto anche Schindler's List, non per questo sono a favore della deportazione e la morte di milioni di persone...non ricordo cosa aggiunsi poi, qualcosa sul fatto che le opere vanno viste sulla loro complessità, sicuramente ci aggiunsi un cretina appena varcò la soglia.

Da qui in poi spoiler a valanga.

Marco è un giornalista sensibile, il pianto è il mezzo per esprimere sentimenti intensi, sia rispetto all' arte che alle persone. Benigno è un disadattato che ha vissuto la vita recluso tra l' amore per la madre e il lavoro di infermiere che si prende cura di persone in coma. Entrambi vivono uno stato di incomunicabilità, il cui confronto con le rispettive donne amate è la fisicità.

Tanto è vero che il film si apre con entrambi, ognuno a proprio modo, guarda un balletto dove due donne si muovono  tra sedie e tavoli, in contrasto con la scenografia, anche in maniera disarticolata.

Marco e Lydia vivono una storia comune, evidentemente affascinato dalla donna che si è fatta strada in un mondo prettamente maschile come quello della corrida. A seguito di un incidente si trova al suo capezzale, come se lei non esistesse però, è una veglia muta, senza interazione, in attesa di qualcosa. Le cose cambiano quando incontra e fa amicizia con Benigno, che sembra intrattenere un vero e proprio rapporto con la persona che deve accudire, Alicia, ballerina bella e piena di energie, anche essa caduta in un coma profondo.

Benigno avvantaggiato dal suo lavoro ha un rapporto molto fisico, la lava, si prende cura dei suoi piedi, capelli, la massaggia, la cura in tutto e per tutto. Lei è un manichino praticamente, la fisicità tanto cara al regista Almodovar, ma solo quella.

Entrambe si risvegliano, rivelando la discrepanza tra il silenzio e l' azione, infatti entrambi finiranno i loro rapporti in maniera tragica e definitiva, l' abbandono e la morte.

L' incomunicabilità è il filo conduttore, fino a quando persiste per cause di forza maggiore, creando un microcosmo ideale, alla sua rottura la complessità imperversa e rende tutto più ingarbugliato.

Di seguito riporto una parziale intervista del regista Almodovar proprio su questo film, non ritengo necessario citarne la fonte, dato che neppure il sito da cui estrapolo si è premurato di farlo.

-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Dopo l' oscar ricevuto per Tutto Su Mia Madre è stato difficile scegliere il progetto a cui dedicarsi? Magari temendo il paragone con il film precedente?

Ho passato quasi due anni in giro per il mondo per seguirlo e ad un erto punto volevo solo tornare a scrivere, ne avevo bisogno. Sono serio quando dico che tutta la follia di Holliwood non fa per me. Io volevo tornare in Spagna e scrivere di cose che so, non ero interessato a progetti con costose star. Dunque, no, anche se trovare un altro progetto è stato impegnativo, ho seguito il mio istinto. C'é continuità tra la fine di Tutto su mia madre e Parla con lei. Nella prima scena di questo film si apre il sipario, lo stesso che si chiudeva alla fine dell' altro.

Parla con lei, in questo caso un film sulla parte femminile dell' uomo.

Anche in questo ho seguito l' istinto, mi affascinava la storia di questi uomini fragili e della loro amicizia. L' amicizia tra uomini era nei vecchi western, e io volevo raccontare una grande amicizia. E poi l' amore, che per me è sempre unito all' aspetto passionale, ed è il combustibile che ci permette di muoverci e fa perdere il controllo. Io penso che sia bello non essere padroni di sé per un pò di tempo.

C'è molta solitudine in Parla con lei: ne ha mai sofferto? Come la esorcizza?

Mi soon abituato alla mia solitudine e cerco di farne un terreno fertile per la mia esistenza. Credo che sia una forma di solitudine che appartiene alla natura umana e bisogna quindi imparare a conviverci. E poi c'è un tipo di compagnia che non necessariamente ti deve stare accanto fisicamente per poterla sentire vicino...ed è lo spirito delle persone amate che non ci sono più: la vera solitudine è non essetre mai amati o desiderati. Poi ci sono momenti della vita in cui la solitudine diventa quasi fondamentale per aiutarti ad uscire fuori dal tuo guscio dove ti sei rinchiuso e così cercare qualcosa di nuovo.

----------------

PARLA CON LEI


Nessun commento:

Posta un commento

Siete pregati di non scadere mai nel turpiloquio, andare contro le leggi vigenti in Italia e usare questa mail per eventuali contatti: silvestrogatto@live.com

Nella versione WEB sono presenti altre possibilità di contattarmi.
Ricordate che state sempre parlando con esseri umani, anche se dietro la tastiera.